Laposta tecnosociale

jeee, prendiamo domande, consegnamo risposte via radio.. o almeno ci proviamo!

Ah la possibilità di toglierti quelle curiosità mai esplorate prima..  prova..


    o se non vuoi riessere contattato fatti una tenminutsmail

     

    Etica del software per app e robot?

    Musica: https://ziklibrenbib.bandcamp.com/track/ici-en-gasp-sie

    https://ziklibrenbib.bandcamp.com/track/povo-que-cais-descalco

    i robot rispetteranno i diritti degli umani? la risposta è probabilmente NO.
    La puntata prende la spunta da una petizione, vera, perchè ci sia attenzione a regolamentare la tecnologia.
    Perchè dipende da che decidiamo ora.

    puntata:

    Abbiam parlato di questo:

    Traduzione: https://www.codingrights.org/joint-statement-states-use-of-digital-surveillance-technologies-to-fight-pandemic-must-respect-human-rights/

    [Dichiarazione comune] Gli Stati che utilizzano le tecnologie di sorveglianza digitale per combattere la pandemia devono rispettare i diritti umani

    1. Le misure di sorveglianza adottate per affrontare la pandemia devono essere lecite, necessarie e proporzionate. Devono essere previsti dalla legge e devono essere giustificati da obiettivi legittimi di sanità pubblica, come stabilito dalle autorità sanitarie pubbliche competenti, ed essere proporzionati a tali esigenze. I governi devono essere trasparenti in merito alle misure che stanno adottando in modo che possano essere esaminati e, se del caso, successivamente modificati, ritirati o ribaltati. Non possiamo permettere che la pandemia di COVID-19 serva da scusa per la sorveglianza di massa indiscriminata/incontrollata.

    2. Se i governi espandono i poteri di monitoraggio e sorveglianza, tali poteri devono essere limitati nel tempo e continuare solo per il tempo necessario per affrontare l’attuale pandemia. Non possiamo permettere che la pandemia COVID-19 serva da scusa per la sorveglianza a tempo indefinito.

    3. Gli Stati devono garantire che una maggiore raccolta, conservazione e aggregazione di dati personali, compresi i dati sanitari, sia utilizzata esclusivamente per rispondere alla pandemia di COVID-19. I dati raccolti, conservati e aggregati per rispondere alla pandemia devono essere di portata limitata, limitati nel tempo in relazione alla pandemia e non devono essere utilizzati per scopi commerciali o di altro tipo. Non possiamo permettere che la pandemia di COVID-19 serva da scusa per negare il diritto alla privacy dell’individuo.

    4. I governi devono fare ogni sforzo per proteggere i dati delle persone, inclusa la garanzia di una sicurezza sufficiente di tutti i dati personali raccolti e di tutti i dispositivi, applicazioni, reti o servizi coinvolti nella raccolta, trasmissione, elaborazione e archiviazione. Qualsiasi affermazione che i dati siano anonimi deve essere basata su prove e supportata con informazioni sufficienti su come sono stati resi anonimi. Non possiamo permettere che i tentativi di rispondere a questa pandemia vengano utilizzati come giustificazione per compromettere la sicurezza digitale delle persone.

    5. Qualsiasi uso delle tecnologie di sorveglianza digitale nel rispondere a COVID-19, compresi i big data e i sistemi di intelligenza artificiale, deve affrontare il rischio che questi strumenti facilitino la discriminazione e altre violazioni dei diritti contro le minoranze razziali, le persone che vivono in condizioni di povertà e altre popolazioni emarginate , i cui bisogni e realtà vissute possono essere oscurati o travisati in grandi set di dati. Non possiamo permettere alla pandemia COVID-19 di aumentare ulteriormente il divario nel godimento dei diritti umani tra i diversi gruppi della società.

    6. Se i governi stipulano accordi di condivisione dei dati con altri soggetti del settore pubblico o privato, devono essere basati sulla legge e l’esistenza di tali accordi e informazioni necessari per valutare il loro impatto sulla privacy e sui diritti umani deve essere resa pubblica – per iscritto, con clausole di conclusione, controllo pubblico e altre garanzie di default. Le imprese coinvolte negli sforzi dei governi per affrontare COVID-19 devono intraprendere la dovuta diligenza per garantire il rispetto dei diritti umani e garantire che qualsiasi intervento sia protetto da altri interessi commerciali e commerciali. Non possiamo permettere che la pandemia di COVID-19 serva da scusa per tenere le persone al buio su quali informazioni i loro governi stanno raccogliendo e condividendo con terzi.

    7. Qualsiasi risposta deve includere protezioni di responsabilità e garanzie contro gli abusi. I maggiori sforzi di sorveglianza relativi a COVID-19 non dovrebbero rientrare nel dominio delle agenzie di sicurezza o di intelligence e devono essere sottoposti a un controllo efficace da parte di organismi indipendenti appropriati. Inoltre, gli individui devono avere l’opportunità di conoscere e contestare qualsiasi misura relativa a COVID-19 per raccogliere, aggregare, conservare e utilizzare i dati. Le persone che sono state sottoposte a sorveglianza devono avere accesso a rimedi efficaci.

    8. Le risposte relative a COVID-19 che includono gli sforzi di raccolta dei dati dovrebbero includere mezzi per la partecipazione libera, attiva e significativa delle parti interessate, in particolare esperti nel settore della sanità pubblica e le fasce di popolazione più emarginate.

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    link privacy e news dal mondo! aprile 2020

    Frivolezze:

    Path dependence e lock-in: perché le nuove tecnologie non sono sempre innovative

    Ci presentano le nuove tecnologie sempre come se fossero imperdibili innovazioni, ma la storia è piena di casi in cui l’informatica ha seguito una certa strada per consuetudine e non per reale vantaggio. A volte succede e basta, altre volte sono le stesse aziende che ci tengono legate tramite il design dei loro prodotti. Abbiamo parlato di due buzzword che descrivono queste dinamiche:
    -Path Dependence: https://en.wikipedia.org/wiki/Path_dependence
    -Lock-in: https://it.wikipedia.org/wiki/Vendor_lock-in

    Abbiamo letto un estratto da “Genocidio” di Richard Kadrey, tratto dalla raccolta “Strani attrattori. Antologia di fantascienza radicale” (Shake Edizioni 2008).

    La storia della tastiera QWERTY è raccontata qui: David, P. A. (1985). Clio and the Economics of QWERTY. The American economic review, 75(2), 332-337.

    Abbiamo ascoltato:
    Blue Moon Marquee, Big Black Mamba
    Hoodoo Mafia, Lizardman