One Laptop Per Child: perché non basta dare a tutt* un computer

foto One Laptop Per Child – CC-BY-SA 3.0 (via Wikimedia Commons)

In questa puntata parliamo di One Laptop Per Child, un’iniziativa di educazione digitale nata nel 2005 e tutt’ora attiva. Perché non basta dare un computer a ogni bambin* del mondo per promuovere la conoscenza dell’informatica?

Il progetto:

https://it.wikipedia.org/wiki/One_Laptop_Per_Child

Dimostrazione pratica della resistenza dei computer di OLPC:

https://hackcur.io/demo-culture-negroponte-throwing-olpcs-xo-laptop/

Abbiamo ascoltato:

Thorn and Shout – Thorn and Shout

Unwoman – His, Yours or Mine (All Epiphanies)

Linee di comunicazione autocostruite – il caso Rhizomatica in Messico

Un seme germoglia quando è seminato in un terreno fertile

di Loreto Bravo

https://www.rhizomatica.org/

Lettura http://hacklabbo.indivia.net/book/sobtec2/it/content/08rizo.html

Puntata:

Musica in Creative Commons:
Miracles of Modern Science – The Chop
Squinch Owl – We Will Do Great Things

Questo racconto ti ha fatto curiosità? vuoi sapere se esiste una cosa simile anche vicino a casa tua? Beh, no, qui in europa non ci sono concessioni per frequenze GSM, ma c’è un gruppo d lingua italiana che tratta le reti wireless con gli stessi principi, consulta:

http://www.ninux.org

Tracciamento contatti e posta tecnosociale

Ops, a volte ci dimentichiamo di caricare le puntate! Eravamo rimaste indietro su queste due, a tema app di contact tracing.

Questa era la prima, registrata prima che venisse scelta “immuni”:

Questa era la seconda, post “immuni”, in cui abbiamo anche risposto a una domanda arrivata tramite la nostra posta tecnosociale:

Abbiamo ascoltato:

DigitalRestart: tutte le supercazzole del nuovo progetto Microsoft

In questa puntata vi parliamo del nuovo progetto Microsoft per rilanciare l’Italia. Sacre Alleanze, piani quinquennali e millemilamilioni di soldi e posti di lavoro: cosa chiedete di piú? Ah, c’è pure la sostenibilitá!

Il comunicato ufficiale: https://news.microsoft.com/it-it/2020/05/08/ambizione-italia-digital-restart/

Abbiamo ascoltato:

Laposta tecnosociale

jeee, prendiamo domande, consegnamo risposte via radio.. o almeno ci proviamo!

Ah la possibilità di toglierti quelle curiosità mai esplorate prima..  prova..


o se non vuoi riessere contattato fatti una tenminutsmail

 

Etica del software per app e robot?

Musica: https://ziklibrenbib.bandcamp.com/track/ici-en-gasp-sie

https://ziklibrenbib.bandcamp.com/track/povo-que-cais-descalco

i robot rispetteranno i diritti degli umani? la risposta è probabilmente NO.
La puntata prende la spunta da una petizione, vera, perchè ci sia attenzione a regolamentare la tecnologia.
Perchè dipende da che decidiamo ora.

puntata:

Abbiam parlato di questo:

Traduzione: https://www.codingrights.org/joint-statement-states-use-of-digital-surveillance-technologies-to-fight-pandemic-must-respect-human-rights/

[Dichiarazione comune] Gli Stati che utilizzano le tecnologie di sorveglianza digitale per combattere la pandemia devono rispettare i diritti umani

1. Le misure di sorveglianza adottate per affrontare la pandemia devono essere lecite, necessarie e proporzionate. Devono essere previsti dalla legge e devono essere giustificati da obiettivi legittimi di sanità pubblica, come stabilito dalle autorità sanitarie pubbliche competenti, ed essere proporzionati a tali esigenze. I governi devono essere trasparenti in merito alle misure che stanno adottando in modo che possano essere esaminati e, se del caso, successivamente modificati, ritirati o ribaltati. Non possiamo permettere che la pandemia di COVID-19 serva da scusa per la sorveglianza di massa indiscriminata/incontrollata.

2. Se i governi espandono i poteri di monitoraggio e sorveglianza, tali poteri devono essere limitati nel tempo e continuare solo per il tempo necessario per affrontare l’attuale pandemia. Non possiamo permettere che la pandemia COVID-19 serva da scusa per la sorveglianza a tempo indefinito.

3. Gli Stati devono garantire che una maggiore raccolta, conservazione e aggregazione di dati personali, compresi i dati sanitari, sia utilizzata esclusivamente per rispondere alla pandemia di COVID-19. I dati raccolti, conservati e aggregati per rispondere alla pandemia devono essere di portata limitata, limitati nel tempo in relazione alla pandemia e non devono essere utilizzati per scopi commerciali o di altro tipo. Non possiamo permettere che la pandemia di COVID-19 serva da scusa per negare il diritto alla privacy dell’individuo.

4. I governi devono fare ogni sforzo per proteggere i dati delle persone, inclusa la garanzia di una sicurezza sufficiente di tutti i dati personali raccolti e di tutti i dispositivi, applicazioni, reti o servizi coinvolti nella raccolta, trasmissione, elaborazione e archiviazione. Qualsiasi affermazione che i dati siano anonimi deve essere basata su prove e supportata con informazioni sufficienti su come sono stati resi anonimi. Non possiamo permettere che i tentativi di rispondere a questa pandemia vengano utilizzati come giustificazione per compromettere la sicurezza digitale delle persone.

5. Qualsiasi uso delle tecnologie di sorveglianza digitale nel rispondere a COVID-19, compresi i big data e i sistemi di intelligenza artificiale, deve affrontare il rischio che questi strumenti facilitino la discriminazione e altre violazioni dei diritti contro le minoranze razziali, le persone che vivono in condizioni di povertà e altre popolazioni emarginate , i cui bisogni e realtà vissute possono essere oscurati o travisati in grandi set di dati. Non possiamo permettere alla pandemia COVID-19 di aumentare ulteriormente il divario nel godimento dei diritti umani tra i diversi gruppi della società.

6. Se i governi stipulano accordi di condivisione dei dati con altri soggetti del settore pubblico o privato, devono essere basati sulla legge e l’esistenza di tali accordi e informazioni necessari per valutare il loro impatto sulla privacy e sui diritti umani deve essere resa pubblica – per iscritto, con clausole di conclusione, controllo pubblico e altre garanzie di default. Le imprese coinvolte negli sforzi dei governi per affrontare COVID-19 devono intraprendere la dovuta diligenza per garantire il rispetto dei diritti umani e garantire che qualsiasi intervento sia protetto da altri interessi commerciali e commerciali. Non possiamo permettere che la pandemia di COVID-19 serva da scusa per tenere le persone al buio su quali informazioni i loro governi stanno raccogliendo e condividendo con terzi.

7. Qualsiasi risposta deve includere protezioni di responsabilità e garanzie contro gli abusi. I maggiori sforzi di sorveglianza relativi a COVID-19 non dovrebbero rientrare nel dominio delle agenzie di sicurezza o di intelligence e devono essere sottoposti a un controllo efficace da parte di organismi indipendenti appropriati. Inoltre, gli individui devono avere l’opportunità di conoscere e contestare qualsiasi misura relativa a COVID-19 per raccogliere, aggregare, conservare e utilizzare i dati. Le persone che sono state sottoposte a sorveglianza devono avere accesso a rimedi efficaci.

8. Le risposte relative a COVID-19 che includono gli sforzi di raccolta dei dati dovrebbero includere mezzi per la partecipazione libera, attiva e significativa delle parti interessate, in particolare esperti nel settore della sanità pubblica e le fasce di popolazione più emarginate.

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link privacy e news dal mondo! aprile 2020

Frivolezze:

Path dependence e lock-in: perché le nuove tecnologie non sono sempre innovative

Ci presentano le nuove tecnologie sempre come se fossero imperdibili innovazioni, ma la storia è piena di casi in cui l’informatica ha seguito una certa strada per consuetudine e non per reale vantaggio. A volte succede e basta, altre volte sono le stesse aziende che ci tengono legate tramite il design dei loro prodotti. Abbiamo parlato di due buzzword che descrivono queste dinamiche:
-Path Dependence: https://en.wikipedia.org/wiki/Path_dependence
-Lock-in: https://it.wikipedia.org/wiki/Vendor_lock-in

Abbiamo letto un estratto da “Genocidio” di Richard Kadrey, tratto dalla raccolta “Strani attrattori. Antologia di fantascienza radicale” (Shake Edizioni 2008).

La storia della tastiera QWERTY è raccontata qui: David, P. A. (1985). Clio and the Economics of QWERTY. The American economic review, 75(2), 332-337.

Abbiamo ascoltato:
Blue Moon Marquee, Big Black Mamba
Hoodoo Mafia, Lizardman